Cordialità, un cazzo.

Un editore di cui non farò il nome (altrimenti non potrei definirlo "figlio di puttana"), qualche settimana fa mi contatta via mail scrivendo una ricca quantità di stronzate. Mi dice che il testo che gli ho inviato lo ha stupito molto, che non ha mai letto niente di così fresco, coraggioso, originale e bla bla bla. Capisco subito che é un parassita perché non fa riferimenti al mio manoscritto e, soprattutto, definire il mio ultimo romanzo "La lunga notte di Vincent Reed" come fresco e originale quando si percepisce dalle prime dieci righe che è un omaggio al cinema statunitense anni '40, toglie ogni dubbio al riguardo. Nonostante io sappia di essere di fronte alla mail di un figlio di puttana di origine controllata e garantita, rispondo entusiasta e chiedo più informazioni al riguardo. Il tizio non perde tempo e in meno di un paio di ore mi invia un contratto di edizione chiedendo un piccolo contributo perché l'editoria è in crisi e altre menate. Beh, udite udite: il contributo richiesto è una cifra che sfiora le tremila euro! Tremila euro! Alla faccia del piccolo contributo! Caro il figlio di puttana!
A pochi giorni da questa mail ne arriva un'altra: 
"Gentile Emanuel Gavioli, abbiamo ricevuto la sua mail da uno dei nostri vari collaboratori, il quale, dopo aver letto e apprezzato un estratto del suo lavoro creativo, ha ritenuto opportuno segnalarci la sua esistenza artistica..." e anche qua si susseguono leccatine di culo, baci, abbracci, cortesie (e porcodio).
Mi dicono che ho bisogno di un agente letterario, di una guida in questo mondo editoriale saturo di approfittatori e fanno nomi di case editrici importanti con cui collaborano.
Ok, penso, proviamo a parlarci con questa agenzia letteraria, così invio loro il mio numero di telefono e ci diamo un orario per la conversazione.
Il giorno dopo l'agenzia letteraria chiama.
Quella al telefono è una voce di donna sensualissima. Le sue parole sono sospiri di piacere. Ansima, ansima e parla di editoria, di quanto sia difficile per un esordiente fare quello e fare questo, di quanto sia triste il destino di certi autori capaci e sconosciuti. Ma per fortuna ci sono loro, perché io ho talento e merito di più, e le loro case editrici sono e godono e bla bla bla. Parole come "efficace", "notorietà" e "distribuzione nazionale" si ripetono fino alla nausea.
Capisco che è un'altra perdita di tempo, la baldracca sta facendo giri di parole inutili, sembra uno di quei tizi che ogni tot ti chiamano per convincerti a cambiare operatore telefonico, così la interrompo e le dico che non mi frega nulla di essere rappresentato, né di essere pubblicato, e che le loro case editrici hanno nomi poco cool.
Detto questo, la tipa assume un tono normale (ora sembra una donna che non ha niente in vagina) e dice: "Mi sembra di capire che lei abbia già idee molto chiare al riguardo, quindi mi scuso per averle fatto perdere tempo".
"Si figuri, buonasera".
...e vaffanculo, avrei dovuto e voluto aggiungere, ma il principio di erezione mi aveva intontito.
Comunque, non so quanto volessero farmi spendere e non lo saprò mai, la cosa certa è che lei qua è una rizzacazzi navigata. Sicuro come la morte.
A poche ore da questa telefonata arriva un'altra mail: è un editore del sud italia che mi propone un contratto di edizione dopo avermi informato che l'opera "La lunga notte di Vincent Reed" presentata al bando "Pubblicachefafigo" è stata valutata come degna di pubblicazione ricevendo un punteggio di 29/30 (chi è quell'inetto bastardo che non mi ha dato il punto!?).
Evviva!, penso, poi mi leggo il contratto e scopro che in caso di pubblicazione dovrò acquistare "minimo dieci copie" del romanzo. Sarebbe anche una proposta accettabile (eticamente no, sono d'accordo), ma di questa casa editrice nessuno ne parla nel web. Hanno un sito che mette una tristezza infinita e i loro libri non sembrano essere acquistabili sui più importanti siti di vendita. Loro qua la storia che un libro non si giudica dalla copertina l'hanno presa troppo sul serio.
Cosa faccio?
Ci do a mucchio.
Qualcuno di voi leggendo queste righe penserà che devo darmi una svegliata e inviare il manoscritto solo ed esculsivamente a editori seri. È verissimo, ma ogni tanto scappa la mail sbagliata e il risultato è un sacco di spam.
Mica è cosa facile cercare editore, fra stampe, conversioni, primi o secondi capitoli, form lunghissimi, sinossi, pdf, punto doc, punto odt, uno si incasina la testa.
Ci sono già cascato in passato nella trappola di certi merdosi e pian pianino sto imparando a darmi una svegliata, anche perché oggi c'è veramente molta informazione al riguardo.

Insomma, avete capito...

cordialità, un cazzo.